Emanuela Bussolati

figurinaia


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una "mola" per imparare il mondo

Sta per partire da Milano Pedro Sanchez, un designer e un amico, conosciuto diversi anni fa, poi perso, poi ritrovato, come spesso succede nei percorsi labirintici della vita. E’ un narratore appassionato della civiltà Kuna, una etnia colombiana consapevole del fatto che la forza sta nella bellezza e nella comunità. Ne sa raccontare i miti, i modi di vedere, il lavoro. I suoi laboratori con i bambini e con gli adulti sono un tesoro di carte colorate, leggende, rigore, fantasia. Dal seme-parola di un popolo-radice, esce l’albero del molteplice, l’albero del bene e del male, la ricchezza dei contrasti e della varietà, del silenzio e dell’armonia, del colore e del nero. Ogni volta che trovo punti di contatto tra i pensieri-vento che provengono da tutte le parti del mondo, sento un brivido di stupore e di sorpresa: davvero siamo tutti fatti dello stesso tessuto eppure non sempre si può restare, non sempre si trova spazio, ascolto, eco.

Mi auguro che le toppe colorate della Terra possano trovare chi, come Pedro, cuce pazientemente con ago e filo attraverso il mondo, per confezionare un arazzo arlecchino che tutti possano comprendere e ammirare.

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IllustrAzioni in corso Sbarca a Genova

Siamo in fibrillazione! IllustrAzioni in corso ha deciso di partecipare allo Sbarco una civile iniziativa degli italiani residenti in Spagna e in altri paesi europei, in difesa della nostra bella costituzione.

La nostra seconda Azione sarà una… “madonnarata”. Abbiamo fatto le prove all’Ex colorificio di Giulia Orecchia e subito i passanti si sono fermati a curiosare. Una signora si è seduta ai piedi del piccolo albero prova (quello vero sarà grande 12 metri per 12!) dicendo che era quel che ci voleva a fine giornata… Insomma di nuovo una atmosfera quasiparigina!

Antonio Panella ed altri attori hanno promesso di sedersi sui rami e leggere brani dedicati alla Cultura, all’Arte, alla Musica, alla Bellezza… E’ straordinario, quando c’è un flusso di energia, come rapidamente si intreccino apporti entusiasti e intensi. Tutti per pura gioia di partecipare a qualcosa di significativo.

Segno che c’è tanto bisogno di credere che non siamo solamente un tassello di un piano economico che ci diventa sempre più estraneo.

Giocare per giocare (dando a questo termine il senso che gli danno i bambini, che con serietà e impegno usano il gioco per esplorare la vita e misurare le relazioni) abbiamo deciso di vestirci allegramente.

Ecco una stupenda proposta di Desideria Guicciardini

Sarà una bellissima festa! Venite a vedere…


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Acquaria

Gek Tessaro non è solo un illustratore, non è solo creatore di spettacoli magici, non è solo un poeta. Non potrei definirlo che dicendo che Gek Tessaro è Gek Tessaro. E’ stato messo su you tube questo video che parla di nuvole, un tema che mi affascina da sempre e che Gilles Clement ha trattato così bene nel suo libro Nuages.

Non lo commento, il video di Gek, perché parla da solo alla sensibilità di ognuno ed è testimone di cura per un bene che è di tutti e deve restare tale.


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Storia di una figurinaia

illustrazione per "La notte della cometa sbagliata" Beatrice Masini, Einaudi ragazzi

illustrazione per "La notte della cometa sbagliata" Beatrice Masini, Einaudi ragazzi

Che cosa è una figurinaia? Una persona che racconta con le figure, mi dicevo, ed è per questo che mi sono sempre definita così, privilegiando l’aspetto narrativo e artigianale della illustrazione. Negli anni ottanta una bellissima mostra al Louvre definiva i NON-confini tra gli artisti e gli artigiani: mi rimase impresso un grembiule azzurro infinitamente rammendato con cotoni di tutte le sfumature dell’azzurro. Splendido. Che volesse o no, la rammendatrice paziente aveva creato un’opera irripetibile. E raccontato una vita altrettanto unica.

Alla ricerca della parola “figurinaia” sono capitata sul racconto della vita di una figurinaia vera e ho scoperto che i figurinai sono gli artigiani che modellano o scolpiscono le figure dei presepi. Questa cosa mi piace molto: anche i presepi raccontano e raccontano. Basta leggere “Il presepe popolare napoletano” di Roberto De Simone, pubblicato da Einaudi, o “Razzullo e la Sibilla” di Claudio Canzanella pubblicato da La stamperia del Valentino, per conoscere la ricchezza di storie  di ogni messa in scena natalizia.

La figurinaia in questione era di Albisola. La storia la racconta Alexander Màscàl. C’è tutta la dedizione di un lavoro modesto ma vissuto sacralmente e cioè dando importanza a ogni gesto, a ogni significato. C’è tutto il desiderio di trasmettere antichi saperi raccontandoli come fiabe ai giovani.

Ogni anno a Savona, durante la Festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, un’anziana Figurinaia si recava alla fiera a vendere le sue statuine di terracotta e a tutti raccontava la storia di Gelindo e Gelinda, i primi due pastori giunti alla grotta di Betlemme portando con sé i doni per Maria e Giuseppe: una pollastrella per farne caldo cibo e le fasce per avvolgere il Bambinello.
La simpatica vecchietta aveva un suo modo personale nel disporre le statue del presepe e a tutti diceva: “Gelindo e Gelindo, marito e moglie devono essere messi davanti a tutti e accanto alla grotta deve esserci Matteo, cognato di Gelindo, che suona il piffero”.
Secondo la sua narrazione, Matteo incontrò la sorella ed il cognato di ritorno dalla Sacra
Grotta e li vide talmente felici da avere il desiderio di andare anche lui a rendere omaggio al Santo Bambino, rammaricandosi però di essere talmente povero da non avere altro da portargli che la sua musica.
Con l’unico dono di cui disponeva si recò alla Grotta dove suonò per Loro “Tu scendi dalle stelle” e tanto fu bella quella musica che Gesù si voltò a guardarlo sorridendo.
La donna prosegue con la disposizione delle altre statuine: “Poi dovete mettere U’Zéunn e A’Zéunna che sono marito e moglie, gli eterni freddolosi avvolti nella lunga mantellina. Poi ponete la lavandaia, Bartolomeo, il pastore con la moglie, le due donne che portano fascine alla fornace di ceramiche e due soldati.
Più distanti dovete mettere i Re Magi, quello nero per ultimo, perché essendo un pagano si è perso per strada”.

Nel libro “La notte della cometa sbagliata” che ho illustrato per Beatrice Masini, mi sono trovata immersa in questo lavoro di figurinaia. E’ uno dei miei lavori che ricordo con maggiore piacere.


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botanica sgarzolina

E’ incredibile quante sorprese riservi la natura! Stavo raccogliendo gli ultimi pomodori sul terrazzo… quando mi cade l’occhio su questo vegetale. (Non saprei come lo potrebbe definire Linneo, nè tampoco come la penserebbe Darwin) Portato forse da uno dei merli che mi prendono continuamente in giro, andando a zappettare la terra appena finisco di rinvasare, è davvero un bel rompicapo.

Chiedo aiuto agli esperti per dare un nome al vegetale mutante…

lo strano caso del vegetale mutante


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Tararì tararera…


copertina Tararì

Tra poco esce… E’ il mio libro “Fuori di zucca”. Eppure è il risultato di tanta, tanta osservazione sui bambini. Questa volta non ho illustrato “per”, scritto “per”: ho fatto quello che sentivo e che avevo voglia di sperimentare. Si sono provati libri “per bambini” con immagini destrutturate, libri gioco o giocattolo, libri profumati e gadget con libri. Io ho voluto provare il librocongenitorichesidivertonoaleggere.

Per far questo, bisognava non lasciare spazio alle stanchezze o alle scuse dei genitori (vocabolo generalizzato da “grandi” che si occupano di bambini). Bisognava dimenticare chi sa leggere e chi non sa, chi parla una lingua e chi un’altra e pensare unicamente al complice divertimento tra un adulto e un bambino che scoprono una storia ancor più divertente, se accompagnata dalle “facce” e dalle “voci”.

Poco importa che si sbaglino le parole: ci si farà una risata. Poco importa se il livello “AUTORALE” non è stampato a caratteri cubitali: al bambino interessa solo condividere un momento di allegria con la persona a cui vuole bene.

Poi insegnerà il linguaggio Piripù a tutti i suoi amici, perché si è visto mai un bambino che non ami i linguaggi segreti?

Se gli adulti non capiscono il Piripù, se lo facciano spiegare dai loro bambini! 😉