Emanuela Bussolati

figurinaia


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una "mola" per imparare il mondo

Sta per partire da Milano Pedro Sanchez, un designer e un amico, conosciuto diversi anni fa, poi perso, poi ritrovato, come spesso succede nei percorsi labirintici della vita. E’ un narratore appassionato della civiltà Kuna, una etnia colombiana consapevole del fatto che la forza sta nella bellezza e nella comunità. Ne sa raccontare i miti, i modi di vedere, il lavoro. I suoi laboratori con i bambini e con gli adulti sono un tesoro di carte colorate, leggende, rigore, fantasia. Dal seme-parola di un popolo-radice, esce l’albero del molteplice, l’albero del bene e del male, la ricchezza dei contrasti e della varietà, del silenzio e dell’armonia, del colore e del nero. Ogni volta che trovo punti di contatto tra i pensieri-vento che provengono da tutte le parti del mondo, sento un brivido di stupore e di sorpresa: davvero siamo tutti fatti dello stesso tessuto eppure non sempre si può restare, non sempre si trova spazio, ascolto, eco.

Mi auguro che le toppe colorate della Terra possano trovare chi, come Pedro, cuce pazientemente con ago e filo attraverso il mondo, per confezionare un arazzo arlecchino che tutti possano comprendere e ammirare.

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Il giardino è anche un luogo di incontro

Bellissima l’idea di questo video disegnato dai ragazzi della scuola Testoni Fioravanti di Bologna!

Fa ragionare sul fatto che il giardino è anche un luogo che può, deve favorire incontri. Come una biblioteca. In un giardino si passeggia rilassati, godendo i colpi di scena della natura e la sorpresa degli altri. Si desidera condividere, cibo, scoperte competenze, parole.

Ci ha pensato chi mette le panchine in parallelo, invece che in cerchio o a gruppi?


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Ecco uno dei video su Il cammino della musica. Una chicca di carnevale tutto da godere.

Il sito è il diario di viaggio di Andrea Zuin, alla ricerca della musica e di tutto il suo portato di cultura popolare. Da beneandante, Andrea si fa bene accogliere, ascolta, chiede, registra e riporta a noi le atmosfere che stiamo per perdere. Guardando queste feste, ascoltando questa musica, i concerti organizzati per dare possibilità espressive ai bambini, le maschere… ritorna in mente l’Opinel all’inizio di questo blog. Lucidato dall’usura, pieno di segni, ma sempre preso in mano con cura.

La musica ci appartiene, ci arricchisce, ci dà fiato. Abbiamone cura.


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Acquaria

Gek Tessaro non è solo un illustratore, non è solo creatore di spettacoli magici, non è solo un poeta. Non potrei definirlo che dicendo che Gek Tessaro è Gek Tessaro. E’ stato messo su you tube questo video che parla di nuvole, un tema che mi affascina da sempre e che Gilles Clement ha trattato così bene nel suo libro Nuages.

Non lo commento, il video di Gek, perché parla da solo alla sensibilità di ognuno ed è testimone di cura per un bene che è di tutti e deve restare tale.


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Nell’ingresso di casa mia c’è un armadio che volta le spalle a chi entra. Ma non è superbia. Sulle spalle i venditori di figurine, di canzoni, di buste di semi, di lunari, portavano la merce, ben esposta, le loro speranze di guadagno, i loro progetti.

E questa spalla di armadio mi rappresenta bene. Una “vetrina” disordinata quel che basta, che espone pezzetti di me, alcuni da lasciare in questo 2010, altri da aggiungere.

Caro 2010 io qui sto. Uno stare che è ascolto prima di parola, raccoglimento prima di un salto, concentrazione prima di una creazione, pausa prima di cammino.

C’è una manina che presto si appoggerà per imparare i primi passi e non posso traballare.

D’altra parte il mio armadio non è zoppo ed è pieno di cose interessanti. Dentro ci sono stoffe colorate, sassi, legnetti, colori, tanta voglia di fare e… poco tempo.

Ma Lucini mi ha appena regalato l’Agenda del tempo libero. Ci sono solo i giorni di pausa. Al 6 gennaio c’è scritto: “lucidare i sogni“. Lo farò. E siccome di sogni ne ho tanti, sono certa che domani non sarà affatto un giorno neghittoso. Ci vuole tempo e cura anche per lucidare i sogni.

Infine un omaggio alla Befana: un bellissimo corto che mi ha mandato Chiara. Meditare, meditare…


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Storia di una figurinaia

illustrazione per "La notte della cometa sbagliata" Beatrice Masini, Einaudi ragazzi

illustrazione per "La notte della cometa sbagliata" Beatrice Masini, Einaudi ragazzi

Che cosa è una figurinaia? Una persona che racconta con le figure, mi dicevo, ed è per questo che mi sono sempre definita così, privilegiando l’aspetto narrativo e artigianale della illustrazione. Negli anni ottanta una bellissima mostra al Louvre definiva i NON-confini tra gli artisti e gli artigiani: mi rimase impresso un grembiule azzurro infinitamente rammendato con cotoni di tutte le sfumature dell’azzurro. Splendido. Che volesse o no, la rammendatrice paziente aveva creato un’opera irripetibile. E raccontato una vita altrettanto unica.

Alla ricerca della parola “figurinaia” sono capitata sul racconto della vita di una figurinaia vera e ho scoperto che i figurinai sono gli artigiani che modellano o scolpiscono le figure dei presepi. Questa cosa mi piace molto: anche i presepi raccontano e raccontano. Basta leggere “Il presepe popolare napoletano” di Roberto De Simone, pubblicato da Einaudi, o “Razzullo e la Sibilla” di Claudio Canzanella pubblicato da La stamperia del Valentino, per conoscere la ricchezza di storie  di ogni messa in scena natalizia.

La figurinaia in questione era di Albisola. La storia la racconta Alexander Màscàl. C’è tutta la dedizione di un lavoro modesto ma vissuto sacralmente e cioè dando importanza a ogni gesto, a ogni significato. C’è tutto il desiderio di trasmettere antichi saperi raccontandoli come fiabe ai giovani.

Ogni anno a Savona, durante la Festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, un’anziana Figurinaia si recava alla fiera a vendere le sue statuine di terracotta e a tutti raccontava la storia di Gelindo e Gelinda, i primi due pastori giunti alla grotta di Betlemme portando con sé i doni per Maria e Giuseppe: una pollastrella per farne caldo cibo e le fasce per avvolgere il Bambinello.
La simpatica vecchietta aveva un suo modo personale nel disporre le statue del presepe e a tutti diceva: “Gelindo e Gelindo, marito e moglie devono essere messi davanti a tutti e accanto alla grotta deve esserci Matteo, cognato di Gelindo, che suona il piffero”.
Secondo la sua narrazione, Matteo incontrò la sorella ed il cognato di ritorno dalla Sacra
Grotta e li vide talmente felici da avere il desiderio di andare anche lui a rendere omaggio al Santo Bambino, rammaricandosi però di essere talmente povero da non avere altro da portargli che la sua musica.
Con l’unico dono di cui disponeva si recò alla Grotta dove suonò per Loro “Tu scendi dalle stelle” e tanto fu bella quella musica che Gesù si voltò a guardarlo sorridendo.
La donna prosegue con la disposizione delle altre statuine: “Poi dovete mettere U’Zéunn e A’Zéunna che sono marito e moglie, gli eterni freddolosi avvolti nella lunga mantellina. Poi ponete la lavandaia, Bartolomeo, il pastore con la moglie, le due donne che portano fascine alla fornace di ceramiche e due soldati.
Più distanti dovete mettere i Re Magi, quello nero per ultimo, perché essendo un pagano si è perso per strada”.

Nel libro “La notte della cometa sbagliata” che ho illustrato per Beatrice Masini, mi sono trovata immersa in questo lavoro di figurinaia. E’ uno dei miei lavori che ricordo con maggiore piacere.