Emanuela Bussolati

figurinaia


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Omaggio al Pinin

lieto fine

Illustrazione per La battaglia di palle di panna di Pinin Carpi edito da F.C.Panini

 

Si arrabbiava spesso perché le redattrici toglievano l’articolo davanti ai nomi propri, oppure correggevano in ed, od, gli e e gli o davanti alle parole che iniziavano con le vocali. Insomma pretendevano che l’autore di Lupo uragano, Il paese dei maghi, il papà mangione, scrivesse “per benino”. Ma il Pinin scriveva per leggere le storie ad alta voce, per lasciare un attimo di sospensione nei cambi di scena, per emozionare, per far finta di strapparsi i capelli, di aver paura o di scoppiare di allegria. E proprio questo gusto, non gli e e gli o, è rimasto vivo nel ricordo di tutti noi della famiglia. Tommaso, che ora ha un bambino, il suo Cion cion blu lo possiede ancora e ancora rimprovera a Chiara di avergli -orrore!- piegato malamente una pagina.

Al Pinin ho letto le mie pagine preferite de Il Paese dei maghi, per festeggiarlo quando compì 80 anni e aveva ancora un sacco di idee e di storie da scrivere, perché c’erano i nipotini e non si sarebbe fermato mai.

Ora esce “La battaglia di palle di panna”, un racconto di mangiate e di battaglie scarruffate, scritto per dare un contributo alla raccolta di fondi all’epoca della guerra in Bosnia. Avrebbe potuto illustrarlo lui, con i suoi colori da cui emergevano bambini, casine, loschi figuri… Invece l’ho illustrato io, con tanta emozione, confrontandomi con Anna, figlia del Pinin, che mi ha incoraggiato. I personaggi recitano su un palcoscenico e sotto i bambini partecipano, come facevano i bambini che incontrava nelle scuole il Pinin, come facevano i miei bambini quando leggevo a voce alta. Alla fine del libro il carro che porta la piccola famiglia di guitti se ne va con gran saluti e la veste bianca della mamma lattaia sventola nella polvere.

Io penso che il Pinin sia contento del mio lavoro e che mi sventoli il fazzoletto, sporgendosi da dov’è ora.

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