Emanuela Bussolati

figurinaia


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Anima

Sarà l’assenza dalla natura per tanti anni, sarà la pressione continua del lavoro ma quando ieri mattina, molto presto, mi sono incamminata verso la collina per assistere allo spettacolo che ho fotografato, ho sentito che la mia anima esisteva e respirava, finalmente. Se c’è una cosa che contraddistingue la campagna dalla città è la variazione continua: ogni giorno è una sorpresa. La città è una slot machine che assorbe denaro e te lo dà, dove tutto è possibile ma tutto è difficile.

Qualche mese fa, ho ascoltato un commentatore sportivo, arciere, (purtroppo non ricordo il nome) commentare una gara olimpionica di arco. Diceva che l’arciere in gara non aveva accompagnato con lo sguardo, fino al bersaglio, la sua freccia e quindi avrebbe sbagliato. Fu così. La sua riflessione mi colpì molto. Davvero la freccia “sentiva” la fiducia dell’arciere? Penso che sia vero. Nello scatto che ho inserito c’è tutta la mia estasi davanti allo spettacolo a cui assistevo. Ho accompagnato la macchina fotografica fino alla “pausa” dopo il click. Così come, quando ballo un tango, sono profondamente riconoscente al ballerino che mi permette di ballare, fermi, sospesi, anche l’ultima pausa della musica. Cosa rara: anima.