Emanuela Bussolati

figurinaia


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Indizi

La mostra di Calder è bellissima e il Giocoliere ne viene fuori alla grande, facendo venire voglia cioè di mettersi a giocare. Questa felice libertà creativa, che fa sorridere il creatore, dopo un impegnativo lavoro per calare un’idea nella materia, l’aleph nella parola, l’ho sempre invidiata. La conosco, perché ne ho sperimentato la gioia esplosiva. Ma in momenti davvero rari, rubati alla necessità del fare. E tuttavia si cerca di tenere insieme necessità e libertà, perché un lavoro creativo è ben poco creativo, senza quel sorriso che scioglie l’inquietudine.

Mondrian ti tranquillizza, in un certo senso. Regole chiare, quadrati e rettangoli… Se faccio un po’ d’ordine magari… mi rimane più spazio per la libertà felice che desidero… Non è facile. Sulla mia scrivania, con le cose ben allineate, alla Mondrian, presto tutto prende vita. Le cose si avvicinano, mi assediano, si accavallano per vedere cosa sto facendo, mi spintonano, cascano… è il caos. L’essenzialità mi chiama ma è l’esuberanza che ha la meglio.

Bisogna pure che ci pensi su. Che mi chieda che cosa voglio, chi sono… Che mi faccia un autoritratto per mettere me fuori di me e guardarmi con senso critico. Frieda Kahlo per esempio, non si stancava mai di ritrarsi? Aveva così tante cose da dirsi? Che cosa leggeva di un sopracciglio inarcato, una rughetta alla bocca, una collana diversa? No, questa ricerca geografica mi interessa solo per rivelare ciò che sta sotto il guscio. E di Frieda penso piuttosto che invece tentasse di mettere il suo guscio tra sé e gli altri, per nascondere piuttosto che rivelare.

Lieve invenzione invece il progetto di questi alberi, “rubato” a un bambino di Gavoi. Belli e giocosi come un’opera di Calder, di Braque, di Mirò, di Munari, di Picasso… Gli artisti gioiosi mi attirano maggiormente. Mi piacciono le parole di Matisse a proposito dell’arte portatrice di sollievo. Certo l’arte è anche un modo per salvarsi, per buttare fuori le cose dolorose. Come sarebbe sopravvissuto Aldo Carpi a Gusen, se non fosse stato pittore?

Schizzi… labirinti… ramificazioni… ragionamenti del cavolo…

In senso buono naturalmente. Un cavolo è un’opera d’arte, Munari insegna, e in più da un cavolo rosso si possono ricavare almeno quattro colori da acquarello!

Indizi… Ne ho dati abbastanza, no? Che cosa starà bollendo in pentola, oltre al cavolo?

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