Emanuela Bussolati

figurinaia


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fiaba

Different pulses

https://youtu.be/wHyplEnrgQQ

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IllustrAzioni in corso Sbarca a Genova

Siamo in fibrillazione! IllustrAzioni in corso ha deciso di partecipare allo Sbarco una civile iniziativa degli italiani residenti in Spagna e in altri paesi europei, in difesa della nostra bella costituzione.

La nostra seconda Azione sarà una… “madonnarata”. Abbiamo fatto le prove all’Ex colorificio di Giulia Orecchia e subito i passanti si sono fermati a curiosare. Una signora si è seduta ai piedi del piccolo albero prova (quello vero sarà grande 12 metri per 12!) dicendo che era quel che ci voleva a fine giornata… Insomma di nuovo una atmosfera quasiparigina!

Antonio Panella ed altri attori hanno promesso di sedersi sui rami e leggere brani dedicati alla Cultura, all’Arte, alla Musica, alla Bellezza… E’ straordinario, quando c’è un flusso di energia, come rapidamente si intreccino apporti entusiasti e intensi. Tutti per pura gioia di partecipare a qualcosa di significativo.

Segno che c’è tanto bisogno di credere che non siamo solamente un tassello di un piano economico che ci diventa sempre più estraneo.

Giocare per giocare (dando a questo termine il senso che gli danno i bambini, che con serietà e impegno usano il gioco per esplorare la vita e misurare le relazioni) abbiamo deciso di vestirci allegramente.

Ecco una stupenda proposta di Desideria Guicciardini

Sarà una bellissima festa! Venite a vedere…


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Quasi parigine…

locandina di un evento quasi parigino

Dentro, luce, chiacchiericcio ansioso ed eccitato, va e vieni, risatine un po’ allegre e un po’ nervose, colori caldi.

Fuori, sera piovosa, passanti frettolosi verso le movide del salone del mobile, traffico, rumori di bar, colori freddi.

E poi… la musica di Max, con la sua fisarmonica: magico strumento che espande il suo richiamo fino in fondo alla strada.

Già questa voce è rara a Milano. Gli amici arrivano, i passanti sostano curiosi. Inizia lo “spettacolo” se si può dire così di un allegro mettersi in gioco…

Qualche incidente di percorso (lo scotch non si attacca sempre bene) aumenta l’adrenalina. In compenso, si sente, accanto alla musica che commenta in diretta ogni illustrazione, il brusio della gente che si raccoglie, qualche vocetta di bambino che chiede: «Ancora?» E’ un conforto per noi, non abituate ad esibirci davanti al pubblico, se non per parlare del nostro lavoro.

Piove. Ma la gente non se ne va. Aprono ombrelli multicolori e l’atmosfera si fa ancora più parigina.

Dentro, nel caos del va e vieni di cartoncini, frammenti di illustrazioni, persone che danno una mano, ci si rinfranca e ci si sorride. C’è una bellissima atmosfera da “copines”. Forse neppure agli spettacoli delle elementari sentivamo questo sfrizzichìo al cuore. Stiamo facendo una bella cosa. Là fuori sono emozionati quanto noi.

Il richiamo al Salone del mobile si stempera nella magia delle ombre.

Le illustrazioni diventano sempre più complesse, colorate, come la musica di Max là fuori. Si succedono mostri e nuvole, cucine trasformiste e lampadari appesi al cielo.

Applausi… Sì, davvero! Applausi! E rumore di pioggia: la gente non se ne va! Quando esco, durante l’illustrazione della tavola imbandita, ad offrire biscottini, trovo facce sognanti e sorridenti. L’atmosfera Saint Germain è al massimo! Quella bella, di una trentina di anni fa, quella delle “caves” che ho conosciuto quando con la mia cartella sottobraccio andavo a cercare editori francesi.

Che bella serata! Soprattutto che bella corrente affettiva tra tutte noi, grazie alla vetrina e all’accoglienza di Giulia. Ma i ringraziamenti non finiscono qui: grazie a Bea, la regista che è riuscita ad unire i vulcanici pennacchi delle nostre creatività. La foto è mossa ma rende bene l’allegria della situazione (e l’emozione di quella sera).

Grazie a Pasquale, che ha messo a disposizione la sua esperienza e i suoi proiettori da teatro vero! (oltre ad averci presentato Bea)

La serata chiude. La musica si affievolisce, le persone si allontanano, gli amici ci incoraggiano a continuare… Si smonta. Come nel boccascena di un teatro, dopo lo spettacolo, si sente il fruscio della scopa che raccoglie coriandoli, figurine, pezzetti di illustrazioni. Si abbassa la saracinesca del negozio. Bello. Tutto OK, come dicono i guantoni per i riflettori.


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Tararì tararera….

Mi è arrivato un bellissimo audio: una mamma legge Tararì tararera al suo bambino di due anni. Per me è emozionante entrare nel “dopo” libro. Di solito si è così coinvolti nella realizzazione, nelle scadenze, nel risultato editoriale, che ci si dimentica la scintilla di partenza: la volontà per cui il libro nasce. Nel caso di Tararì tararera la volontà era quella di creare un’occasione di divertita complicità intorno a una storia semplice con un linguaggio inventato. Ecco il senso del libro per i bambini piccoli, che non sanno ancora leggere: un’esperienza condivisa, un “lessico famigliare” che avvolge di goduria il bambino. «Sì “grande” che mi leggi: lo sento bene che sei qui con me, che ti diverti con me, che ti dedichi a me.» Un’esperienza che nell’educare spesso si trascura.

Grazie Anna Pisapia, che mi hai regalato questa bellissima testimonianza!


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Ecco uno dei video su Il cammino della musica. Una chicca di carnevale tutto da godere.

Il sito è il diario di viaggio di Andrea Zuin, alla ricerca della musica e di tutto il suo portato di cultura popolare. Da beneandante, Andrea si fa bene accogliere, ascolta, chiede, registra e riporta a noi le atmosfere che stiamo per perdere. Guardando queste feste, ascoltando questa musica, i concerti organizzati per dare possibilità espressive ai bambini, le maschere… ritorna in mente l’Opinel all’inizio di questo blog. Lucidato dall’usura, pieno di segni, ma sempre preso in mano con cura.

La musica ci appartiene, ci arricchisce, ci dà fiato. Abbiamone cura.


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Acquaria

Gek Tessaro non è solo un illustratore, non è solo creatore di spettacoli magici, non è solo un poeta. Non potrei definirlo che dicendo che Gek Tessaro è Gek Tessaro. E’ stato messo su you tube questo video che parla di nuvole, un tema che mi affascina da sempre e che Gilles Clement ha trattato così bene nel suo libro Nuages.

Non lo commento, il video di Gek, perché parla da solo alla sensibilità di ognuno ed è testimone di cura per un bene che è di tutti e deve restare tale.


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Les Jardins rêvés a Montperdu

les jardins rêvés

les jardins rêvés

Les Jardins rêvés valgono la fatica di trovarli. Per conservarne  intatto il fascino, la progettista, Vyolaine Blague, formatasi alla scuola di Vers ail li ha creati in un vallone nascosto nei pressi di Montperdu.

Armata di calepino e di macchina fotografica, mi sono regalata una giornata magica. L’architettura del Lago della musica mi ha incantato. Esili ma resistenti, i tralicci, appositamente realizzati, elegantemente ricurvi, caldi al tatto e verniciati di bianco, sostengono un altoparlante che diffonde particelle musicali. Ad ogni particella inviata, per un gioco di risposta agli impulsi sonori, altri altoparlanti reagiscono con l’invio di nuove particelle. Ma il risultato non è una cacofonia: è armonia pura, sulla quale i getti della fontana disegnano nel cielo forme elegantissime. Il lago è piccolo e profondo, fatto in modo che le particelle sonore che vi cadono, si trasformino in pause ad esclusivo beneficio delle persone stressate e dei pesciolini.

L’attenzione del team che affianca la progettista è arrivata ai più piccoli particolari: la barca ad esempio. Di produzione cinese, è leggerissima e trasporta una persona per volta, dandole il modo di immergersi completamente nell’ambiente sonoro.

Lo spazio che circonda il lago della musica è rivestito di un materiale scintillante e sericeo, piacevolissimo da percorrere a piedi nudi.

Chi desidera una foto ricordo, la può chiedere a un custode discreto che ha la sua postazione su una mongolfiera azzurro cielo o grigio cielo, a seconda del tempo che fa.