Emanuela Bussolati

figurinaia


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Storie birbone

Una raccolta di storie da recitare ai bambini in punta di dita utilizzando oggetti riciclati. Basta un segno di penna o un filo di lana per trasformare dita, calzini, forchette, carte di caramella in simpatici personaggi fiabeschi.
Per ogni storia è previsto un copione illustrato con le battute e le indicazioni sui movimenti da eseguire per animare i personaggi.

Uno strumento agile e potente per far divertire i più piccoli.

Con Roberto Piumini

Lapis edizioni


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Una giornata speciale

È piena di piccoli avvenimenti una giornata trascorsa con la nonna, tra giochi, disegni, un pranzetto sopraffino, lo zucchero filato e un simpatico imprevisto!

Il percorso di un bambino che passa una giornata assolutamente normale, ma piena di piccoli avvenimenti, insieme alla sua nonna: con lei gioca ai pirati, disegna, prepara le polpette, pranza e si lava i denti. Una fiaba, un pisolino e poi ancora giochi, una passeggiata e un bel gelato. Ops! La nonna ha dimenticato le chiavi di casa! Qualcuno riuscirà ad aprire la porta?

Lapis


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Chi l’ha mangiato?

L’educazione alimentare è un viaggio meraviglioso. Da dove si parte? Dal regno della natura, che nutre noi esseri umani e il mondo animale.

“Chi l’ha mangiato?” è un libro illustrato ricco di alette da sollevare, per giocare a nascondino con il cibo e scoprire che gli alimenti amati dagli animali sono a volte gli stessi che piacciono a noi: la natura, infatti, nutre tutti.
Emanuela Bussolati e Federica Buglioni raccontano ai bambini questa piccola ma fondamentale “lezione di ecologia” attraverso il semplice gioco del c’è/non c’è più. L’educazione alimentare diventa così un gioco: in un contesto di orto, campagna, bosco o mare, i cibi compaiono e spariscono finché il colpevole non è colto sul fatto, grazie allo sguardo attento dei piccoli lettori.

A chi fanno gola le uova? Che ha pescato i pesciolini? E chi è entrato nell’orto di notte per rosicchiare l’insalata? Solleva le alette e scopri quale animale ha mangiato lo stesso cibo che piace a noi!

Con Federica Buglioni

Editoriale Scienza


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Storie in frigorifero

Tutte vere… e più avventurose delle fiabe.

Lo sai che in tutti i cibi è racchiusa una storia? Nascoste in ogni cioccolatino del pasticcere, in ogni raviolo del ristorante, in ogni morso di mela ci sono tante avventure e curiosità che aspettano solo di essere scoperte. “Storie in frigorifero” ne racconta ben 26, tutte da gustare e poi condividere a casa, a scuola e, soprattutto, a tavola!

La storia dell’alimentazione è costellata di eventi incredibili, esperimenti scientifici, naufragi, incontri con popoli sconosciuti, e ancora guerre, superstizioni, scoperte geniali o inganni, senza i quali i cibi e i piatti che amiamo non sarebbero mai arrivati sulle nostre tavole. Alcune ricette famose sono nate per caso o per sbaglio, altre sono state create nelle cucine di re o di papi, altre ancora derivano dall’incontro tra culture diverse. In alcuni paesi, inoltre, si mangia ciò che in altri è considerato disgustoso, come si adottano abitudini e comportamenti che altrove sono ritenuti maleducati.
Con “Storie in frigorifero” entri in un mondo inatteso di aneddoti, fatti bizzarri e notizie singolari: scopri com’è nato il gelato, chi ha introdotto l’uso della forchetta, che cosa c’entrano le spremute con i pirati e le carote con il radar…

Con Federica Buglioni

Editoriale Scienza


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Il coraggio di essere responsabili

Diventare grandi facendo cose giuste, anche quando non ci si guadagna.

Intorno a noi ci sono persone, animali, piante. Così numerosi che non basta una vita per contarli tutti. Siamo tanti e non ci somigliamo quasi per nulla, ma ci unisce un grande bisogno: vorremmo che gli altri capissero quanto è importante la nostra piccola vita e ci trattassero con senso di responsabilità. Lo vogliono anche le coccinelle, le formiche e persino la pianta di gerani che teniamo nel vaso o addirittura il pianeta che abitiamo. Ciò che vive desidera essere rispettato, così com’è. Essere responsabili significa avere chiaro questo, ma anche sapere bene che obbedire a tale richiamo non comporta premi speciali, salvo la certezza che le creature verso le quali siamo stati responsabili potrebbero provare a imitarci, diventando più responsabili verso gli altri esseri viventi. Che giostra meravigliosa potrebbe nascere se fossimo responsabili. Anche solo un poco.

Con Domenico Barrillà

Carthusia


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Piazzetta Natale

“Tanto tempo fa e forse ancora adesso, in una città, c’era una piazzetta bruttina, sporchina, grigina, noiosina”. Al centro della piazza, un abete un po’ storto e dimenticato da tutti. Un bel giorno, però, si trasferisce nel quartiere una coppia piena d’entusiasmo e con un bimbo in arrivo, che porterà io scompiglio tra gli abitanti dei quartiere con una semplice idea: decorare l’albero con l’aiuto di tutti i vicini…

Interlinea


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Giochiamo che ti invitavo a merenda?

Un libro che invita a giocare alla cucina con fiori, sassi, carta crespa, scatoloni, tappi e tutto ciò che rende il gioco imitativo un gioco creativo da condividere con amici e adulti.

“Giochiamo che ti invitavo a merenda?” propone di realizzare cibi e oggetti legati al mondo dell’alimentazione con materiali facilmente reperibili: dal banco del fruttivendolo a quello del gelataio, dalla cucina con fornelli e lavandino alle ricette per fate e gnomi, il libro è un invito a fare, condividere, divertirsi.

Immedesimarsi nei panni altrui (“giochiamo che ero…”) è un tipico gioco d’infanzia, grazie al quale i bambini entrano ed escono da ruoli diversi, fanno le prove per la vita che li attende ed esprimono emozioni. Il mondo del cibo è un ottimo punto di partenza per questo gioco, in quanto è una presenza concreta nella loro vita.
Giocare con i bambini a fare finta di cucinare è un modo per divertirsi insieme, ma è anche l’occasione per nominare gli oggetti usati, esternare i propri gusti, accogliere i loro e parlare della provenienza del cibo.

“Giochiamo che ti invitavo a merenda?” è per:
– i bambini, che imparano a costruire una cucina e un mercatino, a inventare piatti squisiti per fate e folletti, orsi e bambole (dalle arance fatte con riso e palloncini, al formaggio ricavato da una spugna)
– i genitori, che condividono con i figli tante attività e idee di facile e immediata realizzazione per giocare a “fare finta di…”
– gli educatori, per stimolare il gioco e l’interesse verso il cibo, sviluppando curiosità e conoscenze importanti sul piano dell’educazione alimentare.