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Archivio per la categoria ‘fotografia’

Un agosto così

val Trebbia

Agosto di cieli grandi

Ipotesi: e se il tempo della città, il tempo degli impegni, il tempo dei semafori rossi avesse una frequenza completamente diversa dal tempo della campagna, del buon cibo, degli incontri senza perché, delle fioriture quando è ora?

Agosto sensuale

Certezza: sono consapevole che la Bellezza sa esprimersi in molti modi e che la Serenità può apprezzarne tantissime sfumature… Sto diventando saggia?

Agosto di affetti

Fortuna: è straordinario scoprire che posseggo un tappeto con un disegno meraviglioso, fatto dall’intreccio di fili di affetto, tenerezza, emozione… perfino verso perfetti sconosciuti!

Agosto di affari

Economie: a volte persino io riesco a fare ottimi investimenti… con l’aiuto di artisti speciali!

Agosto di stupore

Sguardi: è la natura che è tanto esibizionista che non puoi non fermarti a guardare o è il tempo lento che apre gli occhi e fa sembrare bella ogni piccola cosa?

Agosto di Deità:

Senso panico: mamma mia che sovrabbondanza, che vertigine! Eppure non è panico, è senso di sacralità, di appartenenza. E’ ritrovare il proprio posto.


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Anima

Sarà l’assenza dalla natura per tanti anni, sarà la pressione continua del lavoro ma quando ieri mattina, molto presto, mi sono incamminata verso la collina per assistere allo spettacolo che ho fotografato, ho sentito che la mia anima esisteva e respirava, finalmente. Se c’è una cosa che contraddistingue la campagna dalla città è la variazione continua: ogni giorno è una sorpresa. La città è una slot machine che assorbe denaro e te lo dà, dove tutto è possibile ma tutto è difficile.

Qualche mese fa, ho ascoltato un commentatore sportivo, arciere, (purtroppo non ricordo il nome) commentare una gara olimpionica di arco. Diceva che l’arciere in gara non aveva accompagnato con lo sguardo, fino al bersaglio, la sua freccia e quindi avrebbe sbagliato. Fu così. La sua riflessione mi colpì molto. Davvero la freccia “sentiva” la fiducia dell’arciere? Penso che sia vero. Nello scatto che ho inserito c’è tutta la mia estasi davanti allo spettacolo a cui assistevo. Ho accompagnato la macchina fotografica fino alla “pausa” dopo il click. Così come, quando ballo un tango, sono profondamente riconoscente al ballerino che mi permette di ballare, fermi, sospesi, anche l’ultima pausa della musica. Cosa rara: anima.

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